Nell'estate del 2005 decidemmo di
trascorrere 2 settimane tra mare, sole, storia e bellezze
naturalistiche, così la meta scelta fu il Gargano. Diciamo
anche che la moltitudine di impianti turistici, alberghi
sulla costa, campeggi e villaggi turistici nel bosco,
offrono una scelta varia, per tutte le tasche, di alloggio.
Il viaggio in auto fu piuttosto lungo, Livorno - Peschici,
ed il caldo non cessò per tutta la durata della vacanza,
salvo qualche fresca giornata di forte vento, che, per due
volte, non ci permise di partire per le Isole Tremiti da
Peschici per le cattive condizioni del mare.
Le due settimane ci diedero modo di visitare numerosi paesi,
cale, spiagge, frequentare diversi ristoranti e pizzerie e
soprattutto di incontrare un sacco di gente, molto legata
alla tradizione della propria terra, per lo più gente
anziana che quietamente, tra sole e mare, conduce la sua
vita nella tradizione rurale del posto.
La costa garganica, fortemente minacciata da insediamenti
turistici, è caratterizzata da estese pinete di Pino
d'Aleppo presenti su ripide falesie, prevalentemente
concentrate nel tratto di mare tra Mattinata e Peschici, e
dall'arcipelago delle Tremiti.
Indubbiamente un paesaggio suggestivo e molto mediterraneo,
che nei suoi colori e profumi ricorda molto la Grecia;
paesini arrampicati sulle scogliere, bianchi tetti, case
spesso ricavate dalla pietra e centri con strette viuzze
piene di negozi di oli, spezie e alimentari della tradizione
pugliese.
Oggi il Gargano è un'area protetta dove viene salvaguardata
anche la cultura, che trova spesso la massima espressione
nell'artigianato locale.
TRATTO DA: CI SONO
STATO |
Clima
|
Clima mediterraneo, salvo le zone
montuose alpine e appenniniche, che presentano inverni
rigidi. L'estate, da giugno a settembre, è caratterizzata da
un clima caldo secco.
|
Itinerario
|
PESCHICI
Tranquille baie si alternano a grotte affascinanti mentre,
più in alto, sulla costa, diverse torri di avvistamento,
dislocate lungo tutto il litorale, fanno bella mostra di sé:
nei secoli scorsi avevano la funzione di avvistare i nemici
e organizzare le difese, oggi di incuriosire i turisti. Il
centro di Peschici è caratterizzato da piccole casette
bianche abbarbicate sulle rocce (numerose case sono
addirittura scavate nella roccia, rimandando al ricordo dei
celebri " Sassi " di Matera, in Basilicata), che
conferiscono al borgo un fascino irresistibile. Reperti
archeologici di recente rinvenimento attribuiscono al
territorio di Peschici origini preistoriche e protostoriche
che addirittura lasciano ipotizzare l'esistenza nel suo sito
dell'Homo Primigenius.
Come in tutto il Gargano anche a Peschici la natura
incontaminata e selvaggia ha creato splendide insenature e
grotte che si alternano ad ampie e dorate spiagge. Il
contrasto tra la rocciosa e aspra costa garganica e
l'intensità dell'azzurro del mare si accende di toni
sfavillanti e dona emozioni incomparabili al turista che per
la prima volta visita questi luoghi. Baia S. Nicola, Baia di
Manacora, Baia del Turco e soprattutto la selvaggia Zaiana
offrono una varietà di paesaggi e stili di vita
difficilmente riscontrabili in altre zone del promontorio.
Numerosi sorgono, in alcune di queste località, i trabucchi,
antiche costruzioni in legno utilizzate dai pescatori per
sistemare le reti da pesca.
Oggi Peschici conserva ancora molto delle civiltà marinare
del passato, come, ad esempio, la suggestiva tradizione di
trasportare legna sul dorso dei muli, usanza che deriva
dalla necessità di erigere le barricate contro le invasioni
dei Pirati. Un paese ricchissimo di storia, di folklore, di
tradizioni religiose marinare e contadine
Numerose le Grotte Marine, situate lungo la costa di
Peschici; altrettanto numerose sono le agenzie che fanno
fare giri in barca lungo la costa a prezzi relativamente
contenuti, sempre che il mare lo permetta, visto che è una
zona molto ventosa e spesso il mare è troppo mosso!
Nota cinematografica su Peschici: gran parte del film "I
cavalieri che fecero l'impresa" con Raoul Bova, è stata
girata nei pressi della città.
VICO DEL GARGANO
Cittadina dell'entroterra nota per la sua tradizione
tessile.
Le tessiture di Vico del Gargano sono state per secoli
sinonimo di qualità; un'arte cancellata dall'avvento della
civiltà industriale, che arriva a rompere l'isolamento con
la costruzione di nuove strade e mezzi di comunicazione.
Pur resistendo, fino a pochi anni fa, qualche isolata
tessitrice che continuava a produrre le sue tele di
finissimo lino, il telaio era l'oggetto della memoria.
S'inserisce così in questo contesto il progetto Penelope,
adottato dall'ente Parco Nazionale del Gargano, volto a
recuperare l'antica arte del telaio.
Merita una visita il centro storico col castello normanno -
svevo, il palazzo della Bella, la Chiesa Madre ed il
trappeto Maratea, bellissimo esempio di frantoio ipogeo.
VIESTE
Vieste è il centro più importante del Gargano bagnato dal
mare, situato giusto al centro di una meravigliosa zona
litoranea. Caratterizzata da lunghe e larghe spiagge di
sabbia dorata e dalla costa alta e rocciosa che ospita
bianchi arenili, Vieste è anche una delle città più antiche
della Daunia. La sua origine è sia storica che mitologica.
Celebre è, infatti, la leggenda di Pizzomunno che si
identifica con un bianco monolito che si staglia per 25
metri all’inizio del bellissimo litorale che va incontro a
Pugnochiuso. Secondo il mito Pizzomunno sarebbe stato, in
realtà, un giovane tramutato in pietra dalle sirene, gelose
del suo amore per la bella Cristalda. L’antichità di Vieste
è confermata dal ritrovamento di reperti che sono venuti
alla luce nel corso degli scavi effettuati nel territorio.
Caratterizzata dal vento, desiderio di ogni windsurfista e
di ogni velista, soddisfa i numerosi amanti di questi bei
sport acquatici
Oggi Vieste è una delle mete privilegiate del turismo nel
Gargano, per i meravigliosi paesaggi naturali, ma anche per
i resti storici. Splendido è infatti il suo borgo medievale,
che, percorso da stretti vicoli e scalinate tra case
bianche, sorge su un promontorio roccioso e, in cima ad
esso, poco lontano dal Castello (che fu fatto erigere da
Federico II nel 1240), la Basilica, uno dei più antichi
esempi di architettura pugliese dell’undicesimo secolo.
All’interno della Cattedrale vi è un’importante statua di
legno raffigurante S. Maria di Merino, al cui culto i
Viestani sono molto legati. Passeggiando nel borgo
medievale, si giunge nella piazza, dove c’è il Seggio,
edificio con orologio solare, sede del vecchio municipio;
nei dintorni del Seggio è situata la Chiesa di S. Francesco,
un antico monastero più volte distrutto dai turchi. Inoltre
agli occhi del turista non può sfuggire la suggestiva
Piazzetta Ripe, da cui si scorge in lontananza uno dei tanti
trabucchi , formato da un intreccio di travi e di reti.
A Vieste si trova soprattutto una natura incontaminata, dove
l’erosione del mare e dei venti ha creato grotte stupende e
baie di indescrivibile bellezza, che costituiscono un
susseguirsi di inestimabili tesori: Baia S. Felice e il
celebre " Architiello ", la Baia di Pugnochiuso, Baia delle
Zàgare con i suoi faraglioni, Baia di Campi, Baia dei
Gabbiani, Vignanotica hanno reso Vieste famosa in tutto il
mondo.
Fra la natura rigogliosa e il mare pulito, cristallino,
trasparente, la costa alta accoglie innumerevoli cavità,
veri prodigi di incanto e meraviglia, operati dal riverbero
delle luci e dei colori, dalla trasparenza diafana delle
acque e dall'artistico gioco delle rocce rose e smerlettate.
Qui la fantasia e la suggestione trovano il suo più ampio
sfogo della meraviglia, fra l'attonito e il trasognato.
I pescatori si sono divertiti a battezzare le grotte con i
nomi più curiosi e congeniali, come, per citarne alcuni:
grotta Sfondata, Campana, grotta dei Contrabbandieri, grotta
dei Due Occhi, grotta dei Colombi, grotta dei Pipistrelli,
la grotta Calda o delle Viole, la grotta della Tavolozza, la
grotta delle Sirene, quella dei Sogni e del Faraone, la
grotta Smeralda, dei Marmi e del Serpente...
Anche a Vieste si possono trovare numerose agenzie che
attirano i turisti per giri in barca lungo la costa per
ammirare le numerosissime grotte, ch tuttavia non sono tutte
visitabili; sicuramente è un'esperienza da non dimenticare
di fare, per vedere gli effetti di luce tra la roccia e
l'acqua, per provare l'effetto del vento in faccia e l'odore
del sale.
Proprio grazie a questo meraviglioso paesaggio, che non ha
nulla da invidiare ad altre località turistiche italiane più
" blasonate ", lo sviluppo turistico di Vieste negli ultimi
venti anni è stato vertiginoso: le poche e semplici pensioni
che ospitavano i villeggianti si sono moltiplicate e in gran
parte trasformate in comodi e lussuosi alberghi. Da giugno a
settembre il centro del Gargano viene letteralmente assalito
da turisti provenienti dall’Italia e dall’estero. Andando
verso Peschici, in direzione nord, si incontrano spiagge
dove è possibile fare windsurf almeno 6 mesi all’anno. A
circa 6 km da Vieste c’è una piccola chiesa dedicata al
culto della Madonna del Merino, tanto sentito dai viestani.
Ubicata all’interno di un sito archeologico, dove sono stati
ritrovati i resti di un’antica villa romana, risalente al I
sec. a. C., questa chiesa è oggi meta di pellegrinaggio
soprattutto il 9 maggio di ogni anno, quando dalla
Cattedrale di Vieste la tela raffigurante la Vergine viene
accompagnata in processione. Storia e natura incontaminata
fanno di Vieste uno dei posti più affascinanti;
assolutamente da non perdere è il mercato notturno.
Il proiettarsi dell'abitato sulla lingua di terra nel mare,
dà la sensazione di vivere su una splendida isola,
costellata dalle mille variopinte vele dei Windsurf, che si
culla al soffiar dei venti e al dondolio delle onde del
mare.
Il territorio, poi, si allunga, a Nord-Ovest e a Sud, con
sinuose coste e fra punte rocciose che spesso si immergono
bruscamente, dà spazio ad arenili di notevoli vastità e
bellezze.
La sabbia è scintillante, finissima, dal tenue color rosa
argentato, soffice più del velluto e impalpabile come cipria
e il piede dell'uomo vi affonda con molta facilità. Sono da
ricordare per la loro vastità e lunghezza, sul versante
settentrionale, le spiagge di S. Lorenzo (km 2), Punta Lunga
(km. 0,8), Scialmarino (km 4,5), di Sfinale e Sfinalicchio
(km 1,8), e, a mezzogiorno, quelli del Castello (km 4) e di
Porto Nuovo (km 2,5), protetto da due caratteristici
isolotti.
Anche se piccola, la Baia di S. Felice, incassata fra due
dossi cosparsi di folta e profumata pineta, è la più
suggestiva. A renderla tale si presta l'Architiello, un
costone ampiamente forato, posto al suo imbocco come un
portentoso arco di trionfo. La leggenda vuole che sia stato
costruito dalle Ninfe marine e dai Tritoni per accogliere
nel mese di luglio Nettuno, re del mare, in viaggio di
piacere con Anfitrite sua sposa e tributargli feste ed
onori. Poi, altrettanto splendide, seguono le spiagge
ghiaiose di Campi (km 0,8) e di Pugnochiuso (km 0,4).
Lungo tutta la costa garganica, nelle parti più prominenti
si intravedono ancora diverse torri a base quadrata, sono
avamposti costruiti nella prima metà del '500, durante il
Vicereame di Spagna. In origine erano 25 e servivano
essenzialmente a segnalare, col fumo di giorno e con fuoco
di notte, i pericoli di incursione da parte di nemici o di
pirati.
RODI GARGANICO
Rodi Garganico sorge su un'alta e salmastra rupe incastonata
in una lussureggiante vegetazione di oliveti ed agrumeti.
Il tratto di mare che interessa la costa è poco profondo ed
è garanzia di sicurezza per i meno esperti al nuoto. E' il
punto d'attracco meno distante dalle Isole Tremiti.
Il clima particolarmente mite, il paesaggio suggestivo, il
mare limpido e pulito ne fanno uno dei principali luoghi
turistici della Regione.
Rodi potrebbe essere stata riedificata sulle rovine della
mitica Uria distrutta dopo le guerre puniche.
Sede del primo convento cappuccino del Gargano, la cui
chiesa fu consacrata nel 1678.
Nota per la Chiesa del Crocifisso e la Chiesa di S. Nicola
di Mira. Si venera la gigantesca e stupenda statua lignea di
San Cristoforo, compatrono della cittadina.
Accanto alla chiesa si eleva il campanile articolato su tre
piani e realizzato in due differenti momenti in stile
romanico - gotico
Il centro storico conserva le caratteristiche di un antico
borgo marinaro e non ha costruzioni di rilevante valore
artistico. Unico scopo di questa antica popolazione di
pescatori era difendersi dal nemico proveniente dal mare. Le
abitazioni, pertanto, sono edificate le une accanto alle
altre quasi a volersi sovrapporre. Da visitare è la
pittoresca zona "sotto il castello".
Proseguendo per i vicoli ripidi e scoscesi si scende al
vuccolo, piccolo rione dal nome longobardo dove nel '600
sorgeva una chiesa dedicata a San Michele Arcangelo.
MATTINATA
Un clima dolce e mite; dovunque mandorli, albicocchi, meli,
peri: un vero trionfo di vegetazione mediterranea.
Sono soprattutto le coltivazioni di mandorleti e di oliveti
a dare un grosso contributo all’economia di Mattinata, oltre
ovviamente allo sviluppo turistico. Infatti, al di là del
pittoresco insieme che fa di questo paese uno dei fiori
all’occhiello del promontorio Gargano, grazie ai suggestivi
edifici bianchi con vista sulla baia sottostante, a
Mattinata si va soprattutto per il mare: la sua spiaggia,
tra le più ampie dell’intero Gargano, è resa celebre per i
meravigliosi ciottoli di cui è composta, di varia grandezza,
levigati giorno dopo giorno dalle onde marine, che li
arricchiscono di incredibili sfumature.
Mattinata è il punto migliore per intraprendere escursioni
in barca alla volta di Vieste e in questo tratto di costa,
traforata di grotte estremamente suggestive, si trovano
caverne stalattitiche, baie, calette, angoli paradisiaci e
incantevoli spiaggette raggiungibili solo dal mare. Anche le
grotte terrestri esprimono un certo fascino, come quelle in
zona Ripa Rosse.
MANFREDONIA
Manfredonia è la città più grande del Gargano, posta in
fondo al promontorio, nel golfo a cui dà il nome.
Molti sono gli esempi d'architettura medievale, tra i quali
la chiesa di S. Domenico (con affreschi della fine del
Trecento), mentre l'antica cattedrale è stata ricostruita
nel sec. XVII, epoca cui appartengono il municipio e il
palazzo di S. Chiara. Il Castello venne rimaneggiato nel
Cinquecento; qui ha sede il Museo nazionale del Gargano,
dedicato alle civiltà protostoriche della Daunia (notevoli
sono le stele del VII-VI secolo a.C.).
Nel III secolo a.C. lo scrittore greco Licophrone accenna
alla presenza di stele funerarie nel nord della Puglia.
La presenza nelle stele di figure mitologiche celtiche,
della "chimaira", di riferimenti anatolici, omerici, greci
ed etruschi testimoniano gli intensi rapporti che
intercorsero tra i Dauni e tutte le popolazioni europee. Le
stele maschili e quelle femminili raffigurano l’uomo come
guerriero con il pettorale, lo scudo e la spada, e la donna
con la collana, le fibule e la cintura.
I ritrovamenti sono circoscritti alla Piana Sipontina a Sud
di Manfredonia, in un territorio compreso tra il Cervaro a
Nord e il Candelaro a Sud. L’antica laguna costiera, di cui
parla Strabone, era costellata di dossi indicati come
"Cupole" e "Coppe", sui quali erano situati gli stanziamenti
e le zone funerarie.
Tra i luoghi di culto cittadini merita attenzione la
Cattedrale, costruita nel 1680; fuori dell'abitato si
segnalano le chiese di Santa Maria di Siponto, insigne
esempio di romanico pugliese (a pianta quadrata, con
elementi esterni di tradizione pisana), e la chiesa di San
Leonardo di Siponto, dallo splendido portale, ambedue dei
sec. XI-XII.
I costruttori di barche e i pescatori,sono i simboli di
questa città; l'acqua e il mare, un mare spesso difficile e
amaro, rappresentano ancora la vera anima di questa città
dinamica, che, pur gravitando sul porto, nel quale è
notevolmente cresciuto il movimento navale, conserva
l'antico equilibrio fra mare e terra.
LE ISOLE TREMITI
Le Tremiti sono facilmente raggiungibili tutto l'anno con
aliscafi e motonavi da più punti della costa, Vieste,
Peschici, Pugnochiuso e Termoli.
Ricordiamo l’Isola di San Nicola, con le sue torri di
difesa, le mura, il campanile che sovrasta la chiesa, il
castello e l'abbazia.
San Domino, invece, è l'isola turistica più grande delle
Tremiti, con numerosi impianti alberghieri, ambita
destinazione turistica per le sue spiagge e insenature.
Cretaccio è di natura argillosa, da sempre sottoposta alla
continua devastazione delle correnti e dei dilavamenti. E'
priva di vegetazione e si mostra spoglia e ruvida: forte è
l’impatto cromatico tra il bianco delle rocce ed il blu
dell'acqua.
Caparra è l’isola più a nord, con la Torre del faro sulla
cresta della Cala nord. Nel centro della radure sorge una
casa diroccata, poi null'altro..
Sicuramente è l’ideale per trascorrere una giornata immersi
nella natura, lontani da qualsiasi tecnologia; peccato che
siamo circondate da numerosissime barche e barchette!
PARCO DEL GARGANO
Il Gargano si erge nettamente come un’isola di calcare dal
mare di grano sottostante. A prima vista appare una terra
brulla e inospitale e difficilmente si riuscirebbe ad
immaginare la ricchezza di vita e di ambienti che nasconde
Tra le vette, che raggiungono anche i mille metri, e gli
altipiani lunari s’insinuano profondi valloni corrosi da
tortuosi torrenti. La Foresta Umbra, tra le più antiche
d’Europa, crea una chioma fitta e impenetrabile ai raggi
solari, dando rifugio al raro capriolo garganico ed
all’ormai inusuale gatto selvatico. Tutta questa ricchezza
è, da qualche anno, protetta da un Parco Nazionale che
ancora oggi stenta a decollare nonostante l’antico impegno
del WWF e delle altre associazioni ambientaliste.
Anche d'estate la Foresta Umbra è umida e fresca, ideale per
numerosi percorsi di trekking.
Sulla carta rappresenta l'area protetta italiana più estesa:
120.000 ettari. Sono stati individuati ben 12 ecosistemi che
ne fanno il territorio europeo a maggiore biodiversità. Ma è
anche un parco fortemente antropizzato con 18 comuni, 7
centri urbani, 60.000 abitanti. È un territorio che ha
subito notevoli aggressioni specialmente a causa della
speculazione edilizia, degli incendi e del bracconaggio.
Alcuni habitat, infatti, sono andati distrutti e molte
specie animali e vegetali rischiano l'estinzione.
|
Gastronomia
|
La zona è caratterizzata da una cucina
spesso frugale, semplice e genuina, impostata su cinque elementi
fondamentali: i farinacei, l'olio d'oliva, i vegetali freschi e
secchi, la carne ovina e bovina, il pesce. Viene mantenuto l'uso
di paste caserecce: orecchiette, troccoli, maccheroni con il
buco, maccheroni arricciolati (fusilli), lagane (lasagne)
Il primato tuttavia spetta al pesce. Abbondano i polpi, le
spigole, i dentici, le triglie di tutte le misure (famose le
agostinelle del golfo), i calamari, le seppie, le orate, le
sogliole, gli sgombri, i prelibati frutti di mare
La casearia offre i latticini di pecora, di vacca, di bufala,
pecorino fresco e stagionato, provolone, burrate, manteche,
ricotte.
Consiglio vivamente i panzerotti, una specie di calzoni ripieni,
dolci o salati, buonissimi, che nella zona prendono nomi
diversi.
|
Dove
alloggiare, Links utili
|
Vacanze a
Peschici-Gargano Puglia
Rapporto
qualità/prezzo.
|
TRATTO DA: CI SONO
STATO |